
15) Lucrezio. L'esistenza degli atomi.
    Nel poema di Lucrezio si trova una esposizione molto
particolareggiata della dottrina di Epicuro; l'intento del poeta
filosofo  anche quello di fornire prove razionali della teoria
atomistica: la ragione umana - che pu pensare gli elementi
semplici (gli atomi) che non possono scorgersi con gli occhi -
pu trovare le prove della struttura della realt proposta da
Epicuro facendo ricorso solo alle proprie facolt e
all'osservazione del mondo che ci circonda, cio all'esperienza.
Le dimostrazioni fornite da Lucrezio hanno il pregio di essere
esposte con un linguaggio - quello poetico - capace di comunicare
i movimenti e la vita della Natura in maniera immediata

De rerum natura, I, versi 265-297 (vedi manuale pagina 196).

    1   Nunc age, res quoniam docui non posse creari
    2   de nilo neque item genitas ad nil revocari,
    3   ne qua forte tamen coeptes diffidere dictis,
    4   quod nequeunt oculis rerum primordia cerni,
    5   accipe praeterea quae corpora tute necessest
    6   confiteare esse in rebus nec posse videri.
    7   Principio venti vis verberat incita pontum.
    8   ingentisque ruit navis et nubila differt,
    9   interdum rapido percurrens turbine campos
    10  arboribus magnis sternit montisque supremos
    11  silvifragis vexat flabris: ita perfurit acri
    12  cum fremitu saevitque minaci murmore ventus.
    13  Sunt igitur venti nimirum corpora caeca.
    14  quae mare, quae terras, quae denique nubilia caeli
    15  verrunt ac subito vexantia turbine raptant,
    16  nec ratione fluunt alia stragemque propagant
    17  et cum mollis aquae fertur natura repente
    18  flumine abundanti, quam largis imbribus auget
    19  montibus ex altis magnus decursus aquai
    20  fragmina coniciens silvarum arbustaque tota,
    21  nec validi possunt pontes venientis aquai
    22  vim subitam tolerare: ita magno turbidus imbri
    23  molibus incurrit validis cum viribus amnis.
    24  Dat sonitu magno stragem volvitque sub undis.
    25  grandia saxa ruitque <et> quidquid fluctibus obstat.
    26  Sic igitur debent venti quoque flamina ferri,.
    27  quae veluti validum cum flumen procubere
    28  quamlibet in partem, trudunt res ante ruuntque
    29  impetibus crebris, interdum vertice torto
    30  corripiunt rapidique rotanti turbine portant.
    31  Quare etiam atque etiam sunt venti corpora caeca,.
    32  quandoquidem factis et moribus aemula magnis
    33  amnibus inveniuntur, aperto corpore qui sunt.


1.  Ordunque: poi che ho spiegato come non possano.
2.  [generarsi dal nulla.
3.  le cose, n, dopo esser nate, venire ancora richiamate nel
nulla.
4.  che non t'accada di iniziare ad avere sospetti verso il mio
dire,.
5.  poich non possono i princpi delle cose scorgersi con gli
occhi,.
6.  apprendi, oltre a ci che ho detto, quali corpi  necessario.
7.  che certo tu ammetta esistere nelle cose, ma che non possono
esser veduti.
8.  Per iniziare: batte la forza del vento, levatasi, il mare:
9.  grosse navi rovescia, e le nuvole sparge;
10. talvolta, con vortice rapace, correndo sulle pianure,.
11. le riempie di alberi grandi, e le cime dei monti.
12. batte con soffi che schiantano i boschi: cos impazza con
fremito.
13. aggressivo, e agisce crudele, con rombo di minaccia, il vento.
14. Esistono dunque corpi nascosti del vento,.
15. che spazzano il mare, e le terre, e infine le nubi del cielo,.
16. e attacctele a un tratto le trascinano nel vortice,.
17. e scorrono, e spargono la rovina, in modo non diverso.
18. da quando la natura cedevole dell'acqua d'improvviso
s'abbatte.
19. in fiume straripante (se essa, per piogge abbondanti
l'accresce,.
20. gi dagli alti monti, un torrente ricco di acque):
21. trasporta rottami di boschi, e alberi interi,.
22. n i ponti robusti valgono a trattenere la forza improvvisa.
23. dell'acqua che giunge. Con tale forza, torbido di pioggia
abbondante,.
24. s'abbatte, con sue forze robuste, contro i piloni e il fiume;
25. causa rovina, con grande fragore: fa ruotare, di sotto le
onde,.
26. pietre grandi, laddove ai suoi flutti qualcosa si oppone.
27. Cos dunque debbono anche scorrere i soffi del vento,.
28. che quando, simili a fiume impetuoso, s'abbattono.
29. in ogni direzione, spingono le cose che hanno dinanzi, e le
trascinano.
30. con attacchi fitti; talora, con un vortice intorno,.
31. le afferrano, e rapidi le trascinano nel girevole turbinare.
32. E allora davvero esistono i corpi nascosti del vento.
33. se in azioni e comportamento si scoprono emuli dei grandi.
34. fiumi, che hanno un corpo che appare visibile

(Tito Lucrezio Caro, La natura delle cose, Mondadori, Milano,
1992, pagine 20-23).

